Le piazze e i palazzi nobiliari di Montecalvo meritano di essere scoperti con una passeggiata. In Piazza Porta della Terra, all'ingresso del Palazzo comunale, è situato un blocco lapideo di età romana, interpretato come un'antica mensa ponderaria e caratterizzato perciò da una serie di incavi nella pietra di diverse capacità. Salendo verso Piazza San Pompilio, lungo il suo lato destro si può ammirare l'austera facciata del palazzo appartenente ai Caccese, una delle famiglie più antiche di Montecalvo. La piazza, risalente al 1930, conserva ancora al di sotto dell'odierna pavimentazione quella originaria in maiolica di Ariano, nonché le fosse di sepoltura della Chiesa del Santissimo Corpo di Cristo, luogo di culto tra i più antichi del paese distrutto dal terremoto del 1930.

In via Santa Maria è un susseguirsi di residenze gentilizie: il palazzo Bozzuti che ha inglobato quello dei Pizzillo, il palazzo Luparella e dei Caccese-Antinozzi. Su Corso Umberto I fanno bella mostra il palazzo De Marco, che fu costruito nel XVIII secolo ed oggi è tornato al suo antico splendore dopo un accurato restauro, e i palazzi de Cillis, D'Orta e Morelli che scandiscono le facciate degli edifici con artistici portali. Altro meritevole edificio è il palazzo Peluso, già Ciampone, un tempo ornato di pregevoli affreschi, oggi andati quasi del tutto perduti, e il palazzo Capozzi che ancora mostra le strutture originarie seicentesche. Il palazzo Caccese, costruito nella seconda metà del secolo XVII, si trova tra il Corso Vittorio Emanuele, su cui si apre l'ingresso principale, e Piazza Vittoria (ex Piazza del Purgatorio). Dell'intero edificio oggi è possibile ammirare l'elegante portale con la sovrastante balconata centrale. Attraverso via Longara Fossi si accede al chiassetto Caccese, dove sullo spigolo del palazzo Siniscalchi è situato un piccolo leone in pietra del X secolo, proveniente probabilmente dalla chiesa altomedievale di Sant'Angelo, documentata già nel 976 e soppressa nel 1693 dal Cardinale Orsini. Non sarà difficile scoprire di continuo la bellezza con cui gli artigiani locali hanno valorizzato numerosi angoli del paese realizzando fregi, motivi floreali e figure geometriche intarsiate nella pietra. Interessanti, soprattutto per i rimandi alla storia locale, sono i simboli massonici riprodotti sul portale della residenza di campagna degli Stiscia, la rappresentazione della Morte con una falce in via Angelo Cammisa, da ricollegare probabilmente al flagello della peste del 1656, e i leoni armati di scimitarra posti a guardia di un portale in via Nicola Pappano, espressione artistica influenzata dalla cultura araba introdotta a Montecalvo con l'immigrazione pugliese della seconda metà del XVII secolo.

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