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Una tappa interessante della passeggiata nel centro storico del paese è offerta dall'Ospedale di Santa Caterina, di cui sono visibili i ruderi percorrendo via Longara Fossi. Il complesso architettonico, che comprendeva oltre all'ospedale anche un monastero, fu costruito, di ritorno dalla Terra Santa, dai Cavalieri di Montecalvo appartenenti al Sacro Ordine Gerosolimitano. A loro si deve anche l'importazione dall'Oriente del culto di Santa Caterina d'Alessandria. L'ospedale, già attivo nel XIII secolo, ha funzionato con una certa regolarità fino ai primi anni del 1800, come si evince anche dai documenti relativi alle varie visite pastorali degli Arcivescovi metropoliti di Benevento.

La storia del complesso è segnata dall'importante figura del Beato Felice da Corsano, al quale fu affidata la cura dell'ospedale e della chiesa nel 1518, grazie all'intervento di Sigismondo Carafa. Nato nel feudo di Corsano nella prima metà del Quattrocento, il Beato Felice fondò a Deliceto, nel foggiano, una chiesa dedicata alla Madonna della Consolazione ed un convento a cui fecero capo poi altri quattordici, situati tra Puglia e Campania. Fu inoltre promotore nel 1492 di una riforma dell'ordine agostiniano detta “Ilicetana” contemporanea del movimento di riforma di Lutero.

Il Beato Felice da Corsano, morto in odore di santità, ebbe fra i suoi maggiori cultori San Gerardo Maiella e Sant'Alfonso Maria dei Liguori.

Il governo di Giuseppe Bonaparte, sancendo la soppressione dei conventi, determinò la fine dell'ultima comunità agostiniana di Montecalvo. Il terremoto del 1930 ne rase al suolo le strutture.

Da qualche tempo si stanno effettuando i lavori di restauro dei ruderi dell'antico Ospedale del quale erano visibili solo una torre troncoconica ed un contrafforte. Durante gli scavi sono emersi interessanti ambienti che per secoli erano rimasti interrati e sui quali si sta intervenendo per il loro pieno recupero.

La struttura fu costruita a ridosso del lato est della cinta muraria; l'ingresso principale si apriva sul lato sud, mentre altre entrate erano presenti sul lato orientale.

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