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La storia di un paese parte quasi sempre dall’origine del nome. Per Montecalvo però è molto difficile stabilire con esattezza come sia nato il toponimo. Esistono allo stato attuale tre ipotesi: Monte “calvo” perchè il cocuzzolo della collina sarebbe stato originariamente spoglio di alberi; Monte “Caldio” poi diventato “MonteCalido” (e poi ancora “Montecalvo”) dal nome della Famiglia “Caldia”, romana, che un tempo vi si era stabilita; infine “monte gaIbus” (giallo) dal colore delle ginestre fiorite o del grano maturo di cui un tempo era ricca la zona. Il primo nucleo abitativo si raccolse sul colle intorno alla Rocca Romana nel VI secolo dopo Cristo. Il colle veniva chiamato proprio Colle Romano. Un insediamento di età romana caratterizzato da strutture abitative riferibili ad una villa rustica e da un’estesa area di frammenti di terracotta è stato da tempo localizzato in località Tressanti, a pochi chilometri dal luogo dove sorgeva l’antica “Aequum Tuticum” oggi conosciuta come “Sant’Eleuterio”, al confine con la Malvizza e con Castelfranco in Miscano. Altre testimonianze dì questo periodo sono rappresentate dai materiali archeologici provenienti per lo più da sepolcreti e da ville rurali situate in prossimità delle località Mauriello, Bassiello, 5. Vìto, S. Felice, Marinella e Cupa del Fano. Ruderi di un ponte romano di età tardo - imperiale sono in località Santo Spirito. 

L’odierno centro urbano, situato sudi una collina, a poca distanza dalla valle del Miscano, si compone di una pane alta, arroccata intorno al castello ducale dei Pignatelli, e di una parte più bassa, che costituisce il nucleo urbano sviluppatosi in età moderna. Il primo documento in cui si accenna al borgo fortificato è del 1099, anno in cui circa sessanta armigeri furono inviati dal signore del luogo in occasione della grande crociata in Terra Santa. La prima famiglìa feudataria di Montecalvo di cui si ha notizia è quella dei P0- tofranco. Dalla cronaca di Alessandro Telesino si apprende poi che nel 1137 Ruggiero Il, disx Apuliae et Calabriae, durante il suo viaggioin direzione di Paduli, “si accampa apie’ del castello di Montecalvo”.
Distrutto in pane da Manfredi di Svevia, ne furono signori il nobile Matteo Diletto (1276) ed il salernitano Giovanni Mansello, a cui il feudo fu donato da re Carlo I d’Angiò. Dalla fine del XIII secolo il paese seguì le vicende della contea di Aria- no e solo nel 1306 la regina Giovanna ne fece dono ad Angelo Sansevero, primogenito di Pietro, razionale della Gran Corte della Vicaria. Entrato in possesso di Ermengaldo di Sabrano nel 1385, ebbe tra i suoi feudatari, fra il 1413 ed il 1414, la famiglia De Buccaplanulis. La regina Giovanna II d’Angiò lo diede nel 1415 a Francesco Sforza, a cui fu presto tolto da Alfonso d’Aragona, che a sua volta ne fece dono ad Innico De Gùevara, Gran Siniscalco del Regno. Nel dicembre 1456 un disastroso terremoto colpì duramente il paese, causando il quasi totale abbandono del nucleo abitato di età medioevale e la completa distruzione del castello - fortezza. Ad Innico seguì il figlio Pietro, che perse il feudo nel 1486 in seguito alla sua partecipazione alla fallita congiura dei Baroni contro re Ferrante I d’Aragona. lncamerate successivamente dalla Regia Corte, le terre di Montecalvo furono vendute per settemila ducati da re Alfonso Il ad Ettore Pignatelli, duca di Monteleone e viceré di Sicilia, che le tenne fino al 1501, quando furono acquistate con assenso reale di Ferdinando d’Aragona dal duca di Ariano, Alberico Carafa. Con la venuta dei francesi nello stesso anno il feudo fu preso dal maresciallo di Francia, Pietro de Rohan. Ristabilitasi la dominazione spagnola i possedimenti ritornarono al Alberico Carafa, che li diede nel maggio 1507 al figlio Sigismondo, in occasione del suo matrimonio con Francesca Orsini. A Sigismondo, nominato nel 1525 conte di Montecalvo, seguirono Giovanni Francesco (1527), Giovanni Battista I (1555),
Francesco (1571) e Giovanni Battista Il Carafa (1591). Quest’ultimo, con approvazione reale di Filippo III di Spagna e regio exequator 19 dicembre 1594 del conte de Miranda, lo vendette per ottantamila ducati a Carlo Gagliardi, a cui nel 1611 venne conferito il titolo di duca. Morto nel marzo 1624, ad ereditare il ducato fu la primogenita Isabella, moglie del Marchese di Paglieta, Giavanni Battista Pignatelli. Dalla famiglia Pignatelli il ducato di Montecalvo fu tenuto fino alla prima metà del XIX secolo con Carlo (1669). Pompeo (1673), Giovan Battista (1707), Pompeo Il (1715), Carlo (1754) e Giovanni Pignatelli (1751). Tutti questi duchi dimorarono per lunghi periodi nel castello-residenza, trasformato in artistico palazzo già dalla seconda metà del XVI secolo.
Molti i cittadini montecalvesi che presero parte ai moti reazionari del 1820-21. del 1848 e del 1860. Dura la repressione borbonica e tra i rivoltosi processati si ricorderanno Nicola Morelli, Nicola d’Attoli, Luigi Salines, Orazio Santosuosso ed il capitano della Guardia Nazionale, Giovanni De Marco.
Il paese è stato più volte raso al suolo dai terremoti, che ne hanno profondamente mutato l’aspetto urbanistico. Ultimi quelli del luglio 1930. dell’agosto 1962 e del novembre 1980 . 

 

 

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