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Viene così chiamato un luogo in cui si manifesta un fenomeno di vulcanesimo minore con fango perennemente ribollente.
Nelle immediate vicinanze di questo posto dal nome un po’ sinistro sorgeva un tempio italico molto probabilmente dedicato alla dea Mephites, divinità importante nel pantheon sannita. Era una dea che si ritiene sia stata collegata ritualmente agli Inferi e, di conseguenza, all’alternarsi delle due opposte stagioni della primavera e dell’autunno, come la Proserpina latina e la greca Persèfone, e, cosa rilevante per la Malvizza (che era crocevia di tratturi e importante stazione dell’antico e principale tratturo tra Pescasseroli (Abruzzo) e Candela (Puglie), questa dea era anche invocata nei culti di fertilità degli animali (pecore,essenzialmente) che a milioni di capi transitavano e si fermavano in questo nostro luogo in primavera e in autunno.

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Una tappa interessante della passeggiata nel centro storico del paese è offerta dall'Ospedale di Santa Caterina, di cui sono visibili i ruderi percorrendo via Longara Fossi. Il complesso architettonico, che comprendeva oltre all'ospedale anche un monastero, fu costruito, di ritorno dalla Terra Santa, dai Cavalieri di Montecalvo appartenenti al Sacro Ordine Gerosolimitano. A loro si deve anche l'importazione dall'Oriente del culto di Santa Caterina d'Alessandria. L'ospedale, già attivo nel XIII secolo, ha funzionato con una certa regolarità fino ai primi anni del 1800, come si evince anche dai documenti relativi alle varie visite pastorali degli Arcivescovi metropoliti di Benevento.

Leggi tutto: Ruderi Ospedale Santa Caterina

La Cappella di San Pompilio in Montecalvo Irpino (AV) è sorta sulle macerie del Palazzo Pirrotti, semidistrutto dal terremoto del 1930.I lavori iniziati con la posa della prima pietra il 16 luglio 1934, terminarono nel 1940, anno in cui furono ultimati l’altare e il trono realizzati per accogliere la statua del Santo e l’insigne reliquia donata dalla Comunità di Campi Salentina a Montecalvo. Di pianta rettangolare ha un abside semicircolare che accoglie l’altare del santo e sei vetrate artisticamente lavorate.Sulle vetrate sono raffigurati, a destra i tre grandi amori di san Pompilio: l’Eucaristia, il Sacro Cuore, la Madonna e il Rosario; a sinistra i campi del suo apostolato: la scuola e la direzione spirituale, la predicazione, la confessione.Sulla facciata della chiesa campeggiano, oltre agli stemmi araldici del Papa e dell’Arcivescovo regnanti, due lapidi marmoree con il ricordo della beatificazione, avvenuta con Leone XIII il 26 gennaio 1890 e la canonizzazione avvenuta con Pio XI il 19 marzo 1934.

Leggi tutto: Chiesa di San Pompilio

Il Museo, realizzato esclusivamente per la generosità dei fedeli, accoglie numerose opere d’arte, oggetti appartenenti alle chiese di Montecalvo e ricordi della presenza di San Pompilio Maria Pirrotti nel suo paese natio. Esso è stato creato nella ricostruita casa natale del Santo, dove nel 2001, durante i lavori di ristrutturazione fu rinvenuta la vetusta immagine di Mamma Bella dell’Abbondanza, oggi collocata e venerata nella Chiesa Matrice del paese. Il Museo di San Pompilio è tra i più antichi Musei religiosi della Campania. Infatti la fondazione risale al 29 dicembre 1898.

Leggi tutto: Museo della religiosità montecalvese

Nello slargo che costeggia lo scalone d’ingresso della casa comunale, a sinistra salendo, è posto, poggiato sul lastricato, un grosso parallelepipedo in pietra viva, lungo metri 1,48, largo metri 0,67, alto metri 0,64, del volume di circa metri cubi 0,64 e del peso approssimativo di 13 quintali. Si tratta di un reperto molto antico e, stando al parere di una studiosa della materia, dovrebbe essere unico nell’Italia continentale con quella forma. Diversamente, “lastre” con la stessa funzione, si trovano negli scavi di Pompei e altrove. Qualche riferimento per inquadrare, scientificamente, questo importante reperto. A Selinunte, in Sicilia, addossata alla parete esterna degli uffici degli Scavi, dal lato che guarda verso i templi dell’Acropoli, c’è una di queste “misure legali incavate in lastre di pietra”. Questi reperti avevano una funzione metrologica. (Cfr. A. Salinas “Tavole di misura” NScavi, 1884) .

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